Museo

Il Museo della Collegiata, sorto nel 1923 per volontà del Comune di Chianciano e della Parrocchia di San Giovanni Battista, è situato nel settecentesco Palazzo dell’Arcipretura. Nato inizialmente come deposito, oggi è una galleria di arte sacra che espone opere del periodo compreso tra il XIII e il XIX secolo. Le opere d’arte del Museo della Collegiata sono proprietà per metà del Comune di Chianciano e per metà della Parrocchia, a seguito della politica di confisca attuata a partire dalla metà del Settecendo da Pietro Leopoldo, allora Granduca di Toscana, e ripresa dopo il 1871 dalla legge delle guarentigie.

Il Museo ospita soprattutto una serie di manufatti donati dal Comune, provenienti dai beni confiscati all’ex Monastero di San Michele Archengelo; il monastero abitato dalle Clarisse nel 1500, divenne proprietà del municipio di Chianciano nel 1897, sebbene le suore mantennero il vitalizio di abitazione sino al 1909. Oltre alla donazione del corpus appartentente al Monastero, nel 1928 vennero consegnati diversi oggetti d’arte da parte del Marchese Antonio Origo, Potestà di Chianciano; da questo momento il Comune, in accordo con la Parrocchia, rese la collezione liberamente accessibile al pubblico. Non vi sono molte testimonianze storiche che si riferiscano alle opere della Collegiata, tuttavia sono state rinvenute 24 schede datate 1931 della “Sopraintendenza all’Arte Medievale e Moderna della Toscana”, nelle quali è specificata la proveninenza, l’ubicazione, lo stato conservativo e la proprietà dei beni esposti.

Il Museo della Collegiata è oggi composto da quattro stanze, la prima introduttiva contenente svariate opere di diverso periodo storico, le altre tre divise in ordine cronologico: la seconda sala presenta opere provenienti dal XIII, XIV e XV secolo; la terza dal XV al XVI secolo; infine, la quarta tratta i secoli XVII, XVIII e XIX. Tra le opere d’arte di notevole rilevanza, ricordiamo tre reliquiari fatti a mano dalle suore del Monastero di San Michele Arcangelo; la Madonna in trono con il Bambino scolpita nel Duecento da un collaboratore del celebre Nicola Pisano; la Madonna dell’Umiltà di Niccolò Gerini; il Crocefisso del Battistero del XIV secolo, attributo dalla critica a Segna di Bonaventura, della scuola di Duccio di Buoninsegna; il Polittico del Maestro di Chianciano, composto da cinque scomparti; la Madonna con Bambino, San Rocco e San Sebastiano attribuita a Marco Bigio e risalente al XVI secolo; l’affresco Madonna con il Bambino di attribuzione incerta, precedentemente nella Chiesa della Pace; il Braccio Reliquiario di San Giovanni Battista della seconda meta’ del XVI; infine, il Cristo di Leonardo Massimiliano De Vergi, unico suo bassorilievo conservato in buon stato.